tradimenti
E' un mondo difficile ( capitolo 32 )
28.01.2026 |
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"Perché mia sorella non è intervenuta, lasciandomi in difficoltà? State a vedere che sono tre contro uno..."
Da quando conosco Gaia, non sono mai andato a casa sua.L’ ho accompagnata più volte a casa, ma tutto si è sempre fermato lì. Sembrava come se ci fosse uno di quei cartelli con scritto alt. Ed io ho sempre apprezzato questa cosa, perché è un indice di serietà. Pensavo che mi avrebbe invitato, quando sarei diventato il suo ragazzo. Ed invece mi ha invitato, a seguito di un’incomprensione. A detta di Valentina. Bisogna vedere cosa ne pensa Gaia.Salgo gli scalini che mi portano al suo appartamento, con il cuore che batte a mille. Temo l’ennesima delusione. Non credo molto ad un lieto fine, a seguito di questo incontro.Trovo la porta socchiusa. Dico avanti. Nessuno mi risponde. Cammino a piccoli passi, chiamando Gaia. Ovviamente parlando a bassa voce, in quanto potrebbero esserci i suoi genitori. Arrivando in salotto, la vedo.E’ già pronta per uscire.Vestito corto in maglina beige , non scollato, pero’ aderente in modo esagerato. Le sue tette risaltano in modo volgare. Le collant sono velate scure, abbinate a stivali di camoscio marrone tacco alto. Gli stivali le arrivano fino al ginocchio. Per fortuna ha evitato di truccarsi, altrimenti sarebbe sembrata una battona da strada. I capelli li ha sicuramente stirati con la piastra. Rimango sconvolto nel vederla vestita così. Perché mi ha invitato a casa sua? Per farmi sapere come si è vestita?Mi siedo sul divano. Questo è un colpo che non mi aspettavo. Altro che equivoco. Una si veste così, per quale motivo se no?
Gaia si accorge del mio disagio:” Francesco;sei ancora arrabbiato per prima? Guarda che è una semplice uscita in amicizia. Devi capire che non posso giustificarmi con te, per ogni cosa che faccio. Però una cosa te la voglio promettere: se un giorno vorrò andare oltre l’ amicizia con qualcuno, ti avviserò prima. Sarai preparato psicologicamente. “
Le domando:” e tu mi hai fatto venire qui, per dirmi questo?”
Lei obietta:” Certamente no. Se Corrado non si comporterà bene, chiuderò con lui.”
Ribatto:” Ti ripeto; mi hai fatto venire qui per dirmi questo? Valentina mi ha detto un’altra cosa.”
Gaia replica:” Ieri ti ho fatto una proposta, ed è attualmente valida. Non ho cambiato idea nel corso di una notte. Voglio vedere come ti comporti in gruppo. Purtroppo oggi non ti sei comportato come mi sarei aspettata.”
Ironizzo:” Gaia; perché sono stato nuovamente provocato. Se tu mi avessi detto dell’uscita privatamente, non avrei potuto eccepire nulla.”
Mi chiede:” Sicuro? Mi sembra che anche adesso ci sia qualcosa che non va.”
Non so se sia il caso di dirglielo, però Gaia è bravissima a leggere dentro di me. Mentire non servirebbe a niente. Non sono a mio agio, ho paura della piega che potrebbe prendere la serata. Così decido di essere sincero:” Gaia; non mi aspettavo che ti vestissi così"
Mi guarda:”Così come; Francesco?”
Niente, non ce la faccio. Continuo a cadere nella sue trappole. Le ho appena detto una cosa, e poi mi metto a sindacare su come si è vestita. Non ce la potrò mai fare neppure nelle uscite di gruppo. Gaia riesce a destabilizzarmi anche senza impegnarsi troppo.
Lei mi ricorda:” Francesco; è venerdì sera.”
Replico:” ho capito, però “, fermandomi.
Non voglio generare subito frizioni. Insiste:”Francesco; parla”
Ammetto:” Non ero preparato ad una simile eventualità”
Gaia sbuffa:” Ma di quale eventualità parli; Francesco? Sono tutte vestite così le mie coetanee, che vanno in discoteca.”
Obietto:” Pero’ vanno con le amiche, non con un ragazzo.”
Mi critica:” Francesco; tu pensi che, se io sono vestita così, ci andrò a letto?”
Chiarisco subito:” Non c’entra cosa penso io, centra cosa penserà Corrado.”
Gaia cerca di tranquillizzarmi:” Francesco; innanzitutto mi farò portare a casa presto. E poi penso di essere stata chiara sul uscita. Mi sono vestita così per me stessa, non certamente per lui.”
Ma come può pensare che io creda a queste cazzate? La verità è solamente una:si è fatta bellissima per un altro.Non riesco a guardarla. Fisso il pavimento.Solamente con l'abbigliamento mi ha messo al tappeto.
Insiste:” Francesco; devi parlare ora. Dopo non è più possibile.”
Le dico:” Non mi sento bene. Vado a casa.”
Di fronte al mio stato d’animo, cerca di porre rimedio:” Calma. È solamente un attacco d’ansia. Vuoi toglierti il giubbotto e le scarpe? Ti sdrai un po’ sul divano, così ti passa.”
Con la testa, le faccio tassativamente segno di no.Le parole non mi escono di bocca.Non pensavo che sarebbe arrivata fino a questo punto.Gaia continua:” Francesco; ormai non posso più annullare l'uscita .”
Lo so benissimo, senza che me lo dica. Gaia mi mette pressione:” Francesco; parlami o mi arrabbio”
Alzo la testa:” Dimmi.”
Gaia mi rimprovera:” Francesco; non mi piace come ti stai comportando.”
Ammetto:” è più forte di me.”
Lei cerca di essere comprensiva:” Lo capisco, però almeno parlami”
Io mi sforzo:” Ok, scusami”
Non si arrende:”Sto ancora aspettando. Avanti parla; Francesco.”
Ironizzo:” D’accordo. Non è che non puoi annullare l’uscita, e’ che non vuoi annullarla. Non ti fai problemi a ferire le persone o a prenderti gioco dei loro sentimenti; dunque non mi dire che non puoi.”
Torno a chiudermi in me stesso. Ho già parlato troppo.Lei mi chiede:” devo cambiarmi? Se mi vesto come al università o al lavoro, ti tranquillizzi?”
Scoppio:” No, non è necessario. Si vede che ti piace. Lui ci proverà, ti scoperà, e non ci sarà più nulla da dire.”
Gaia mi guarda, rimanendo anche lei in silenzio.Ho esagerato:” Ho sbagliato a parlarti così, lo so.Non ci sto più con la testa, lo ammetto. E’ meglio che vada, passa una piacevole serata.”
Gaia mi dice:” Aspetta; Francesco. Vale ha avuto un’idea. E mi sembra ottima.”
Non me la sento di chiedere.
Torniamo a Roberto.
Per venti minuti, non succede assolutamente nulla. Resto a guardare i miei compagni e le mie compagne sorridenti, senza sapere di cosa stiano parlando. Potrei essere io l’argomento dei loro discorsi, oppure potrebbero essere Bruno e Lavinia. Se fossi io, sicuramente starebbero ridendo di me. Lavinia avrà raccontato tutto nei minimi dettagli. Direbbero che sono un coniglio, che mi sono fatto scappare la ragazza. Ma quale ragazza? Lavinia ha sempre precisato che io sono esclusivamente il suo compagno di banco.Anzi, ero il suo compagno di banco. Se parlassero di loro, sicuramente starebbero esaltando Bruno e Lavinia, la coppia predestinata. Sicuramente farebbero anche dei discorsi a luci rosse. Già, tutti i miei compagni saranno invidiosi, che Bruno potrà fare tutte le porcate che vuole con Lavinia. Ed anche io lo sono, però ero già certo che sarebbe finita così. Io sono un perdente, ed il destino dei perdenti è questo.
Mi sto rompendo a spiare i miei compagni, ma non posso tornare a casa. I miei genitori capirebbero, e non voglio dar loro una cocente delusione. Però non posso neanche fingere a lungo, dovrei costruirmi una seconda vita. Devo riuscire a trovare una via d’uscita, anche se non sarà assolutamente facile.
“ Posso chiederti cosa stai facendo?” è la domanda che sento.
Mi giro e vedo una ragazza cicciottella,dalle forme morbide e accoglienti. Ha due tette gigantesche, con una vita molto abbondante. Deve avere una taglia quarantotto cinquanta. Sicuramente le sue tette non restano su da sole. Solo il reggiseno, a fatica, riesce a contenerle e a non farle penzolare. Anche le cosce hanno una circonferenza non indifferente.Nonostante l’apparenza delle sue tette, che stanno su da sole grazie al reggiseno; il suo corpo e’ inguardabile, ad eccezione del viso.Non è brutta di faccia.Sebbene abbia una forma paffutella e rotonda, i suoi lineamenti riescono a trasmettermi un senso di simpatia. Ha occhi scuri, profondi e vivaci, che danno carattere al suo sguardo. I capelli lunghi scuri si adattano bene ai tratti del suo viso, riuscendo anche a nascondere in parte le orecchie a sventola. Seppure siano un fattore anti estetico, aggiungono un dettaglio tenero e distintivo, rendendo il suo aspetto unico e facilmente riconoscibile. L’ abbigliamento e’ ovviamente molto sportivo. Una maglietta larga, con cui cerca di nascondere la pancia, e un paio di jeans che non possono fare molto. La sua vita non è indifferente. Il suo culo sarà veramente enorme. Ai piedi delle scarpe da ginnastica, che sembrano più da maschio.
Nonostante non mi piaccia, non ci trovo nulla di sbagliato a risponderle:” Ho litigato con la mia compagnia, e li osservo. Vorrei tanto essere con loro, ma non posso. Mi prenderebbero in giro.”
Mi chiede:” Per colpa di una ragazza, giusto?”
Mento:” No, non per colpa di una ragazza. Sono brutto, le ragazze non parlano assieme a me.”
La cicciotella mi risponde:” Non sei brutto, sei solamente insicuro. E poi sei buffo. Ci sono tanti ragazzi che si danno tante arie, nella tua semplicità e ingenuità sei riuscito a catturare la mia attenzione. Comunque mi chiamo Patrizia. Tu come ti chiami?”
Le dico il mio nome, senza aggiungere altro. Patrizia mi guarda:” Preferisci che rimaniamo a spiare i tuoi amici, o che facciamo un giro dentro il parco?”
Trovo un po’ frettolosa la proposta:” Ecco, io non so se sia il caso.”
E’ una ragazza molto diretta:” Ti vergogneresti a farti vedere con me, perché sono grassa?”
Scuoto la testa:” No, al massimo saresti tu a vergognarti di me.”
Patrizia mi sorride:” Roberto; da come parli, ho capito che il problema è una ragazza. A me piace tantissimo ascoltare le persone e dare magari loro consigli. Ti va di aprirti con me?”
Trovo surreale la cosa, però ho proprio il bisogno di buttare fuori tutto quello che ho dentro. Non ho amici o amiche con cui sfogarmi, e non posso neanche parlarne coi miei genitori.Decido così di accettare:” D’accordo, mentre camminiamo. Se continuiamo a restare qui, prima o poi se ne accorgeranno. ”
E così mi metto a raccontarle da quando è arrivata Lavinia, non tralasciando alcun particolare. Lei mi ascolta silenziosa, senza farmi domande. Non me ne accorgo, e il tempo vola via. Sono quasi le otto. Non ho neanche avvisato i miei genitori del ritardo. Patrizia si accorge che guardo l’orario:” Ti va se mangiamo una pizza fuori? Io avviso i miei genitori, e tu i tuoi; così finisci di raccontarmi.”
Accetto, perché mi sento meglio, dopo essermi aperto con un’altra persona. E’ vero, lei è sempre stata in silenzio, ma io sono riuscito quasi a sentire la presenza di un’amica, che non ho mai avuto. E così andiamo in pizzeria.A fine racconto, Patrizia mi dice:” Da come l’hai descritta, sei innamorato perso. Il problema è che sei troppo timido ed insicuro e, una ragazza così, non va bene per te. Non si e’ comportata male, però ha approfittato della sua bellezza, e ti ha manipolato grazie al suo aspetto fisico. Del suo comportamento, non condivido l’ aver voluto creare una forte zizzania tra compagni di classe, nonostante fosse appena arrivata. Sarebbe potuta uscire con te, come abbiamo fatto noi due, senza mettere di mezzo altre persone.”
Provo ad esprimere il mio pensiero, anche se non mi risulta facile:” Mi vedeva come un compagno di banco, ora non mi vede neanche più sotto quel punto di vista. E’ normale che abbia voluto conoscere altri ragazzi.”
La vede diversamente:” Sapendo che sei innamorato di lei, ha giocato con i tuoi sentimenti. E tu la difendi ancora. Non ti sei comportato bene nei bagni, ma la colpa e’ anche sua. Perché andare a tutti i costi lì?. Sareste potuti andare in macchina, come il giorno prima.”
Esprimo la mia opinione:” Credo comunque che volesse solamente parlare.”
Concorda:” Lo credo anche io. Una ragazza così ti vuole sotto il suo controllo, e tutta la sua forza si basa sul illuderti."
Protesto:” Non è vero. Non mi ha mai illuso, è sempre stata coerente con le sue azioni.”
Patrizia scuote la testa:” Certo che è vero, l’ho capito da come mi hai raccontato le cose. Speravi di piacerle. Ma come puoi pensare di piacere ad una ragazza, che conosci da pochi giorni?”
Cambio discorso. Non sono ancora pronto ad affrontare la verità:”E adesso con chi sarà?”
Mi risponde:” Non lo so. Potrebbe essere con quel Bruno, o con quel misterioso ragazzo. E domani potrebbe essere con un altro ragazzo ancora. Da come mi hai raccontato, non c’e’ una logica nelle sue decisioni.”
Non so cosa risponderle. In effetti non ha tutti i torti. Patrizia aggiunge:" Facciamo una foto assieme, e mettila nel gruppo della tua classe.”
Le domando:” Perché?”
Mi spiega:” Non per ingelosire lei, tanto non gliene fregherà nulla. Però devi recuperare il rispetto dei tuoi compagni e delle tue compagne. Non puoi farti trattare da sfigato, quando i veri sfigati sono loro.”
Obietto:” Non lo so, non vorrei casini.”
Mi domanda:” Quali casini? Alla tua classe non frega nulla di te.”
Poco convinto, rispondo:” ok ”
Ci facciamo una foto assieme, e pubblico la foto con la scritta: una serata di quelle belle. Aggiungendo un cuore.
La foto viene visualizzata, ma nessuno risponde.
Torniamo ad Aldo.
Ci avviciniamo a loro due. Subito Andrea consegna la rosa a Dorotea:” Per te. Un omaggio alla tua bellezza.”
Mia sorella arrossisce, prendendola e limitandosi a dire grazie. Guardo Diana, giustificandomi:” Scusa, non ci ho pensato.”
Prima che Diana possa rispondere , interviene il fratello:” Gliela porterai la prossima volta, non preoccuparti. Non sei mai uscito con una ragazza, sono errori normali.”
Ma perché mi deve prendere per il culo? Anche lui è uno sfigato.Iniziano a girarmi le palle. Andrea aggiunge:” Andiamo a prendere i gelati? So che potete stare fuori poco.”
E così ci dirigiamo al bancone. Andrea dice:” Prima le ragazze,dobbiamo essere cavalieri; Aldo.”
Questo suo modo di fare inizia veramente ad irritarmi. Mia sorella lo guarda, sorridendogli. Poi mi da una leggera gomitata,anche se non ne capisco il motivo. Diana sceglie nocciola e stracciatella, Dorotea pistacchio e melone.Andrea esclama:” Ottima scelta, tre gusti che mi piacciono tantissimo.”
Mia sorella gli risponde:” E tu cosa scegli?”
Andrea risponde:” Lascio a scegliere a te i gusti; così, se vuoi li, potrai assaggiare.”
Intervengo prontamente:” Scusami, ma non mi sembra il caso. Andrea; stai mettendo in imbarazzo mia sorella.Prendi i gusti che preferisci, non ci sarà alcun assaggio.”
Andrea mi guarda imbarazzato, come pure mia sorella. Non me ne frega assolutamente niente. Siamo usciti per un motivo, e loro flirtano come se nulla fosse. Non mi sta proprio bene. Cogliendo di sorpresa tutti, interviene Diana:” Aldo; però ragioni come un vecchio. Scusa, se te lo dico. Mio fratello non ha detto nulla di male. Tu, come gusti, prendi ananas e mango. Li voglio assaggiare.”
Ma che gusti sono? Non mi piacciono proprio. Perché mia sorella non è intervenuta, lasciandomi in difficoltà? State a vedere che sono tre contro uno. Voglio stare al gioco, e vedere dove vogliono arrivare. Ordino i gusti suggeriti da Diana. Poi tocca ad Andrea, ed andiamo a sederci ad un tavolino.
Chiedo a Diana:” Vuoi assaggiare?”
Lei si avvicina, e passa la lingua su entrambi i gusti. Assapora il gelato, per poi dirmi:” Fanno proprio schifo.”
Ancora una volta mia sorella rimane in silenzio, come Andrea. Di fronte a questo comportamento della sorella di Andrea, mi alzo e butto via il gelato, ordinando un altro gelato con gusti di mio gradimento.Torno a sedermi con loro, non guardando nessuno. Mi metto a mangiare il gelato, senza proferire parola. Tutti e tre mi guardano. C’ è un silenzio di tomba, ma la colpa è loro, non certamente mia. Mi giro verso mia sorella:” Dorotea; mangia il gelato o si scioglie.”
Probabilmente molto imbarazzata per la situazione, tergiversa un attimo, per poi finalmente tirare fuori la lingua. La passa sul gusto al melone, facendola transitare molto lentamente. Vedo proprio la sua lingua che diventa quasi color corallo, a causa del colore del gusto.Senza muovere la mano, tenendo ben fermo il cono, sposta la testolina per dare una leccata al gusto del pistacchio, dalla parte opposta. E qui la lingua assume un colorito verdognolo. Ma quello che mi ha sconvolto sono state le due leccate. Ha leccato proprio bene il gelato. E se al posto del gelato, ci fosse stato un cazzo, l’avrebbe leccato così? E la sua manina, con dita delicate, che tiene ben saldo quel cono gelato. Se fosse un cazzo, la sua mano andrebbe su e giù. Altra leccata, e il mio cazzo si sta risvegliando. Se prima aveva leccato da destra e sinistra, e poi il contrario; ora ha leccato dal basso verso l’alto. Sembra che sia esperta nel fare i pompini; non è possibile che una sappia leccare il gelato così, senza aver mai avuto a che fare con un cazzo. Adesso con le labbra avvolge una delle due palline di gelato, seppur timidamente. La avvolge sfiorandola solo. Altrimenti lo spettacolino finirebbe.Chissà se, quando ha avvolto una delle due palline di gelato, la sua lingua si è data da fare. Dorotea riprende a leccare a destra e sinistra. La sua lingua è ben fuori dal palato, a raccogliere più gelato possibile. Un po’ di gelato inizia a colare, e lo faccio presente a mia sorella:” Dorotea, ti sta colando un po’ di pistacchio.”
La sua lingua va subito a raccogliere quel gelato sciolto, come una lingua che va a raccogliere la sborra su un cazzo, che è appena venuto. Già, se lei segasse un ragazzo, appena lui verrebbe, lei poi dovrebbe leccare tutta la sborra sul asta del cazzo. Sembra proprio la stessa scena che ho visto in vari video porno; solamente che lì c’è un cazzo, non un gelato.
Con una mano mi sto massaggiando il cazzo sui jeans, sperando che non se ne accorgano.Dorotea ha leccato proprio tutto quel gelato, che stava colando. Con un cazzo sarebbe veramente super esperta.
Improvvisamente Andrea mi chiede:” Aldo; ma non mangi il gelato? Ti sta colando tutto sulle mani.”
Diana si mette a ridere. Guardo imbarazzato mia sorella. Probabilmente Andrea e Diana si sono accorti del mio stato di trance. Lo spettacolo di mia sorella avrà attirato anche l’attenzione di Andrea, che è stato più furbo a non farsi scoprire. Butto via anche il secondo gelato, prendendo dei fazzolettini per pulirmi. Preferirei che a pulirmi fosse la lingua di Dorotea. Del resto che male ci sarebbe a leccarmi le dita? Le ragazze leccano i cazzi, la sborra, e dovrebbero aver problemi a leccare una mano o le dita? Non credo proprio. Dopo quello che ho visto, inizio a dubitare che mia sorella non abbia mai avuto un contatto ravvicinato con un pisello.
Nonostante l’imbarazzo molto forte, Andrea prova a smuovere le acque:” Aldo; non ho capito una cosa comunque. Sei voluto uscire con mia sorella, e poi non hai ancora parlato con lei.”
Devo ammettere che la sua obiezione è giusta. Ma dopo come si è comportata con l’assaggio dei gusti del gelato, come mi sarei dovuto comportare?Decido di fare saltare il banco:” Io vado a casa.”
Mia sorella mi guarda stupita. Nessuno di loro apre bocca. Guardo mia sorella:” Finisci il gelato, se vuoi tornare con me. Altrimenti fatti accompagnare da loro, ma poi io lo dirò a mamma e papà.”
Dorotea mi risponde:” D’accordo Aldo; finisco il gelato e andiamo a casa.”
Andrea interviene:” Dorotea; mi spiace tantissimo per la situazione che si è creata.”
Dorotea cerca di essere diplomatica:” Per oggi ormai è andata così, magari faremo un altro tentativo. “
Batto il pugno sul tavolo:” Assolutamente no.”
Diana interviene:” Aldo; ma sei innamorato di Dorotea? Io e mio fratello ci siamo accorti che ti stavi toccando, mentre lei mangiava il gelato. A cosa stavi pensando?”
Dorotea diventa tutta rossa. Batto nuovamente il pugno sul tavolo:” Non è assolutamente vero.”
Diana obietta:” Non è vero? Allora lascia che mio fratello conosca Dorotea. A quel punto ci crederò.”
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